Stamane ci siam svegliati con i marciapiedi invasi dalla spazzatura; per la precisione dall’organico differenziato. E con l’isola ecologica chiusa, con il marciapiedi antistante invaso di materiali ingombranti, e non solo.

Abbiamo assistito ad un vero e proprio spettacolo penoso, stamane.

E la sensazione “penosa” aumenta quando si comprende il motivo di tutto ciò: gli operatori ecologici della società Multiservizi hanno registrato qualche giorno di ritardo nel pagamento degli stipendi e quindi hanno “ben” pensato di interrompere un pubblico servizio.

Ebbene, sono arrabbiato. Molto arrabbiato. Ho immediatamente contattato gli assessori che hanno competenze in materia, Marina Mastropasqua e Mino Piccirillo, peraltro tra gli assessori più operativi della nostra giunta, per provare a capire come sia stato possibile solo pensare quel che poi si è vilmente verificato stamane.

Quanto accaduto rappresenta uno sfregio innanzitutto all’immagine della città, poi alla buona volontà di tantissimi cittadini melitesi che finalmente differenziano il rifiuto, e poi ai tanti disoccupati ed ai tanti lavoratori che sono mesi, anni (e non solo qualche giorno) che non si vedono pagare stipendi.

Una vera vergogna! Contro la quale credo, e sono tranquillo sotto questo aspetto, l’assessore Mastropasqua, sempre attenta, saprà ben valutare la necessità di applicare delle penali in qualità di committente, e di vigilare affinchè gli amministratori della società inizino e portino a termine provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti che non hanno espletato il servizio, oltre alla denuncia per interruzione di pubblico servizio che, come mi ha riferito il sempre puntuale assessore Mino Piccirillo, pare sia stata già sporta.

La mia rabbia maturata stamane nasce dal fatto che in tutto ciò il Comune nulla c’entra con quanto lamentato dagli operatori ecologici.

Dovete sapere che questa pratica inusuale (aggettivo che vale per tutto il resto del mondo ma evidentemente non per Melito di Napoli ) della protesta da parte degli operatori ecologici che si vedono lo stipendio non accreditato con precisione svizzera, viene praticata da diverso tempo, arrivando talvolta ad occupare i corridoi del municipio. Quello che non riescono a capire i dipendenti della nostra società partecipata è che, sebbene il Comune sia proprietario del 51% delle azioni, dopo aver regolarmente pagato il canone mensile per il ciclo integrato dei rifiuti, nulla può più fare.

Le palla passa all’organo amministrativo della società Multiservizi, vale a dire al consiglio di amministrazione, che sarebbe l’ora che cominciasse ad assumersi le responsabilità nei confronti dei dipendenti e non fare in modo che queste vengano scaricate puntualmente sul Comune che, nel caso specifico, non è altro che il committente!!!!

Cioè, provo a spiegarmi meglio: se io sono un’impresa edile che ha vinto un appalto con il Comune per la costruzione di una villa comunale e non pago i miei dipendenti, questi ultimi che non si vedono pagare lo stipendio, contro chi protestano??? Contro me, che sono il titolare dell’impresa; non certo contro il Comune (il committente ) con il quale non hanno alcun rapporto contrattuale!

Ed allora mi domando: è mai possibile che ogni sacrosanto mese una società come la Melito Multiservizi, che da qualche settimana espleta anche il servizio di raccolta rifiuti nella città di Quarto, non abbia la possibilità di pagare gli stipendi dei dipendenti se non dopo il pagamento del canone mensile da parte del Comune che, tra l’altro, avviene sempre (!! ) in tempo secondo quanto stabilito nel capitolato d’appalto??? Se ogni mese la società non ha soldi in cassa per pagare i dipendenti se non dopo aver incassato il canone mensile, la matematica mi impone di pensare che la stessa è particolarmente precisa nel pagare i propri fornitori di materiali e di servizi: la mia curiosità si spinge a capire chi sono questi “fornitori” e chi effettivamente viene puntualmente pagato mese per mese? Perchè, solo per fare un esempio, proprio un paio di mesi fa un collega avvocato incontrato nelle aule di Tribunale, conoscendo il mio ruolo politico a Melito, mi rappresentava, in tono giustamente polemico, che dopo aver ricevuto, oltre due anni fa, diversi incarichi fiduciari dalla società Multiservizi, si è visto negare il pagamento della parcella ed è stato costretto, addirittura, ad agire in via esecutiva, con aggravio di spese a carico dell’ente.

Dunque, continuo a domandarmi, è mai possibile che gli amministratori in seno al consiglio di amministrazione, di nomina del Comune di Melito, a mio parere, non abbiano costantemente ed adeguatamente saputo rappresentare gli interessi del ente comunale che li ha indicati? E’ mai possibile che un consiglio di amministrazione, in scadenza di mandato essendo in carica da oltre tre anni, non venga rinnovato perché non è stato ancora depositato il bilancio nonostante il codice civile prescrive il termine di 180 dall’inizio dell’anno solare?

Sarebbe ora che questi interrogativi se li ponga chi di dovere per trarre le dovute, necessarie ed improrogabili conseguenze.

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