Ci si nasconde dietro un dito. Si tenta, come al solito, di mettere la polvere sotto il tappeto. Si prova, come d’abitudine, a prendere in giro la città.

Il Sindaco di Melito prova a spostare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla disquisizione giuridica dell’applicabilità dell’art 64 del Testo unico enti  locali piuttosto che dell’art. 38 comma 4 del medesimo decreto legislativo all’ipotesi, ieri verificatasi, che ha visto l’irrituale partecipazione al consiglio comunale del neo consigliere Corrado Corrado – cui vanno i miei personali auguri – sin dall’inizio  della seduta consiliare vedendolo approvare,  addirittura, i verbali della seduta precedente cui non ha mai preso parte per non averne ancora titolo e, paradossalmente, partecipando  alla votazione sulla surroga che lo riguardava.

Ribadisco, ancora una volta, che l’art 38 comma 4 , che sancisce che il consigliere comunale, in caso di surrogazione, “entra in carica non appena adottata dal Consiglio comunale la relativa deliberazione”, e’ l’unica norma che andava applicata al caso di specie; tra l’altro, tale tesi non è solo la mia ma è soprattutto il pensiero dei Giudici del Consiglio di Stato che, con sentenza 279/2005, in un caso praticamente simile al nostro, ha sostenuto, appunto, la piena operatività  dell’art. 38 del TUEL.

Esiste, per vero, anche un parere ( che non è una sentenza! ) del Consiglio di Stato, richiamato dal sindaco e dai suoi sodali, reso a pochissimi mesi di distanza dalla sentenza del medesimo organo legislativo che, diversamente, ritiene invece applicabile l’art 64 del TUEL rendendo di fatto automatico ed immediato  il subentro del consigliere Corrado senza bisogno di alcuna votazione preliminare da parte del consiglio comunale.

A chi oggi parla di “presunzione e di ignoranza”  mi viene da chiedere ( con la speranza che sappiano rispondere senza chiedere prima consiglio ) perché solo ieri si è fatto entrare, sin dall’inizio della seduta, il consigliere subentrante mentre, nelle precedenti 4 surroghe effettuate negli anni addietro durante la  consiliatura in corso, chi è subentrato e’ entrato in consiglio comunale dopo essersi prima accomodato tra il pubblico e dopo che il consiglio medesimo ne ha approvato la surroga. Forse perché se si fosse seguita la medesima procedura ieri si sarebbe incappati nella mancanza di numero legale? Chissà ……ma questo sarà un argomento che verrà valutato nelle sedi opportune dalle persone giuste al momento giusto.

Ciò che dovrebbe essere chiaro a tutti  e’ che ai cittadini melitesi  importa poco se sia applicabile un articolo di legge piuttosto che un altro.

Ciò che interessa, e  che il Sindaco prova clamorosamente a far passare in secondo piano non affrontando l’argomento, e’ il dato politico (  molto grave ) che le attuali forze che appoggiano incondizionatamente questa maggioranza hanno la possibilità di riunirsi in prima convocazione solo grazie alla presenza tra le loro fila di un consigliere eletto nel centro destra e da qualche mese passato nel PD.

Il Sindaco, con umiltà,  dovrebbe prendere atto  della fine del progetto politico del 2013 e dell’evidente fallimento delle amministrazioni da lui capeggiate, a partire dal 2011, su temi importanti e delicati come quello dei rifiuti che hanno invaso e continuano ad invadere le nostre strade, del fallimento della “Multiservizi S.p.A ” senza provare a prendere tempestivamente provvedimenti che magari avrebbero potuto evitarlo, dell’ordine pubblico, del traffico, dell’occupazione scriteriata di suolo pubblico, dei ritardi macroscopici nelle opere pubbliche, del nuovo piano urbanistico comunale che continua a prendere polvere nei cassetti di chissà quale stanza, di un campo sportivo pronto e per il quale sono stati spesi centinaia di migliaia di euro ma che risulta ancora inutilizzato, del nuovo cimitero comunale per il quale, addirittura, non si comprende se bisogna pagare o meno le fioriere da apporre sui loculi in concessione.

A tutto ciò, la lista Melito Adesso, che rappresento in consiglio comunale, ha chiesto una risposta concreta al Sindaco attraverso un azzeramento totale dell’esecutivo per prendere atto del nulla assoluto e di qualche disastro prodotto dagli assessori, rivolgendo coerentmente lo sguardo prima in casa nostra, per poi ripartire insieme. La risposta non c’è stata e ci siamo resi indipendenti dalla maggioranza.

Ecco, il sindaco provi a risolvere almeno una parte di questi problemi piuttosto che occupare il proprio tempo a districarsi tra cavilli interpretativi che gli consentono di andare avanti solo per una preoccupante inerzia.

ALTRI ARTICOLI CHE POSSONO INTERESSARTI...