Ultime battute di campagna elettorale e in piazzetta Berlinguer, sede del comitato “Caiazza sindaco”, fervono i preparativi in vista della chiusura in programma per giovedì 8 giugno. Un finale col botto per la coalizione guidata da Lello Caiazza se si considera che alle riconfermate presenze del capogruppo regionale Francesco Emilio Borrelli per i Verdi, e del sindaco Luigi de Magistris per demA, si sono aggiunti il noto giornalista Sandro Ruotolo, sotto scorta per le sue inchieste sulla camorra, e l’attore, nonché portavoce nazionale del Sole che ride, Giobbe Covatta.  L’appuntamento è per giovedì sera, alle 20:00, in via don Raffaele Abete (angolo via Sandro Botticelli) che per l’occasione sarà chiusa al traffico veicolare. L’evento, che proprio per i molteplici ospiti in scaletta è stato titolato “Più siamo e meglio stiamo”, si aprirà con il concerto-spettacolo de Gli Antichi cantori, gruppo di tamorra e musica tradizionale. Una scelta che intende rimarcare quello che è stato il leit motiv di tutta la campagna elettorale: la politica dal basso, che riparte dal popolo, tra la gente e per la gente, peraltro in una strada-simbolo, in passato luogo di ritrovo e socializzazione per numerosi giovani.

“In questo mese ho girato la nostra città in lungo e in largo ed ho incontrato tantissimi concittadini. I melitesi ci daranno fiducia – spiega il candidato Caiazza – perché siamo l’unico progetto realmente innovativo e che guarda al bene comune. Gli elettori lo hanno capito perché hanno avuto modo di conoscere noi e, soprattutto, conoscono benissimo i miei competitor”. Forte anche dell’endorsement incassato di recente dal celebre scrittore Maurizio De Giovanni, che sui social ha veicolato un appello al voto in suo favore, Caiazza traccia un rapido identikit dei suoi avversari. “Da un lato abbiamo l’eterno candidato Antonio Amente, di cui si ricordano le giocate al lotto con fondi comunali e, ben più grave, la delibera del 2001 che è alla base di una sentenza di condanna per il Comune di Melito di un risarcimento  che ammonta a 20milioni di euro. Dall’altra c’è Pietro D’Angelo, che oggi la stampa ci rivela non esser stato nemmeno in grado di presentare un programma elettorale ma di averlo copiato da un candidato sindaco di Maddaloni. Ma soprattutto D’Angelo ‘vanta’ tra i suoi sostenitori i diretti responsabili del sacco edilizio di Melito del post terremoto e i protagonisti di una delle pagine più oscure della storia politica della nostra città. Infine – conclude l’avvocato 37enne – c’è l’uscente Venanzio Carpentieri che in due consiliature non è stato in grado di imprimere quell’auspicato cambiamento preferendo, pur di rimanere in sella alla sua poltrona, evitare di intaccare cricche e interessi consolidati”.

ALTRI ARTICOLI CHE POSSONO INTERESSARTI...