Oggi Melito ha vissuto una proficua giornata politica, che potremo ribattezzare come la giornata dei diritti civili!
E’ stato istituito, infatti, su proposta mia e di Marina Mastropasqua, il registro delle unioni civili.

Una battaglia di civiltà, portata avanti con convinzione e con spirito di servizio, per rendere Melito, nei fatti, una città europea, una città normale, a cominciare dalle piccole ma grandi questioni.
Il tema dei diritti civili è molto sentito, soprattutto in questo periodo.
Anzi, è proprio di attualità visto e considerato che il premier Matteo Renzi ha sin da subito dichiarato di volere procedere al riconoscimento, per legge, dei diritti civili alle coppie di fatto, anche dello stesso sesso, fondate su vincoli affettivi.

Come ben sappiamo, il nostro attuale sistema normativo riconosce solo ed esclusivamente il vincolo affettivo basato sul matrimonio e quello di parentela e/o affinità per poter riconoscere l’esistenza di un nucleo familiare.
La nostra società si è completamente evoluta. Oggi sono sempre più frequenti forme di convivenza, e dello stesso sesso e di sesso diverso, basate su vincoli affettivi.
Talvolta si tratta di coppie che volutamente decidono di non unirsi in matrimonio, talvolta ( e ne sono tantissime) si tratta di coppie che convivono senza sposarsi non avendo le condizioni economiche per farlo.

E’ assurdo pensare che il nostro ordinamento, oggi, non riconosca alcun tipo di tutela al convivente che dopo anni vede morire il proprio compagno/a. Chi si è sposato ha diritto, ad esempio, ad una pensione di reversibilità; a chi invece ha semplicemente convissuto, anche se per anni, lo Stato non riconosce alcun tipo di tutela.
E’giustissimo, pertanto, riconoscere diritti alle coppie di fatto, anche tra persone dello stesso sesso.
A dirlo non è soltanto il Consiglio Comunale di Melito di Napoli, non è soltanto il premier Renzi, non è soltanto la Corte Costituzionale che con diverse sentenze – per ultima la recentissima n. 170 dell’11/06/2014 – ha statuito l’urgente necessità di un intervento legislativo per colmare uno spaventoso vuoto normativo che il nostro ordinamento presenta nel non aver regolamentato le unioni civili basate sul vincolo affettivo, ma è addirittura Papa Francesco la cui frase “Chi sono io per giudicare un gay?” è ormai famosa in tutto il mondo.

Lello Caiazza

Lello Caiazza, 34 anni, avvocato e consigliere comunale Melito di Napoli.


Tengo a precisare che, sin quando il legislatore nazionale non interverrà sulla materia, qualsiasi intervento dei Comuni, come quello che ha approvato oggi il Consiglio Comunale di Melito di Napoli istituendo un registro delle unioni civili, a poco servirà ai fini della garanzia del riconoscimento di una parità di diritti tra le coppie fondate sul vincolo del matrimonio e quelle fondate sul vincolo affettivo.
Potrà servire, però, se il nostro Comune, nel regolamentare talune materie, prevederà la possibilità di estendere determinati diritti anche alle coppie di fatto. Penso alle ipotesi di iscrizione delle graduatorie per l’assegnazione di alloggi comunali, alle graduatorie per l’agevolazione sui servizi rivolti alle coppie, penso alle possibili convenzioni con le compagnie assicurative al fine di estendere alle coppie di fatto il vantaggio di utilizzare la medesima classe di rischio nell’adozione di una assicurazione RC auto prevista per il convivente, al rilascio di permessi di sosta e circolazione in determinate zone della città.

Ed ecco, dunque, che quella che parte come mera affermazione di un sacrosanto principio diventa un importante strumento di tutela dei diritti e di salvaguardia del principio di uguaglianza sociale.
Viva la Costituzione italiana, viva Melito
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Lello Caiazza

Il capogruppo di Melito Adesso Lello Caiazza.

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