Casa comunale Melito di Napoli

Municipio di via Salvatore Di Giacomo

Oggi il Consiglio comunale si è espresso, ancora una volta, su questioni urbanistiche.
In particolare, su proposta dell’attivissima assessore Marina Mastropasqua, si è deciso di perimetrare l’intera zona A del nostro PRG ancora vigente, in virtù di quanto previsto dall’art. 30 comma 1 lettera f) n. 4 della Legge 98/2013, passata alla storia come legge di conversione del “decreto del fare”.

In sostanza, i Comuni avevano l’obbligo di esprime la propria intenzione di perimetrare o meno, nella sua totalità o solo in parte, la zona omogena A di cui al piano urbanistico vigente. Il tutto entro il 30 giugno 2014, pena il commissariamento sulla relativa questione.
In pratica la perimetrazione della zona A ( per intenderci trattasi del centro storico ) serve per attenuare, laddove il Comune lo ritenga necessario, la portata semplificativa introdotta dal decreto del fare che consente di poter abbattere e ricostruire, senza aumento di volumetria ma cambiando la sagoma, con una semplice SCIA ( una sorta della vecchia DIA ).

Laddove non avessimo perimetrato, insomma, avremmo potuto assistere alla presentazione di semplici SCIA per poter abbattere e ricostruire nella zona A ( a titolo esemplificativo cito l’area in cui insiste quel che resta di villa Donadio ) e cambiare anche le sagome ad oggi esistenti, senza che il Comune potesse compartecipare alle scelte dei privati e/o degli imprenditori, nell’ottica di una possibile ridisegnazione coordinata della città che ci stiamo proponendo di fare con la redazione del nuovo PUC in fase di approvazione.

Avendo perimetrato tutta la zona A, invece, chi vorrà abbattere e ricostruire secondo le facoltà consentitegli dalle norme nazionali, non potrà limitarsi a presentare una semplice SCIA ma dovrà presentare specifici piani di recupero o permessi per costruire, sui quali l’amministrazione sarà chiamata ad esprimersi e, quindi, ad esercitare un maggior potere di indirizzo e controllo.
Avremmo potuto decidere, ad esempio, di non perimetrare nulla, oppure di perimetrare solo parzialmente la zona omogenea A.

Abbiamo deciso, invece, in barba a tutti i “melitoscettici lamentosi” ed ai malpensanti di professione, di perimetrare l’intera zona A dando, ancora una volta, un chiaro ed evidente segnale dei nostri intendimenti, tutti ispirati ai principi cardine, già più volte dichiarati: STOP al consumo di suolo e tutela del territorio.

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